Sul blog di Jacopo potete leggere il mio guest post, si parla di un esperimento per sviluppare la brand awareness sul web, i rischi e le opportunità che si possono incontrare.
Se ti interessa…leggilo
Pubblicato da Stefano Struia su 15 Settembre 2009
Sono stato assente per un bel po’, è vero. Ritorno sul blog con uno sfogo, giusto per riprendere la mano a scrivere un po’. Quindi passatemi questo post
Tutto è cominciato il 17 aprile, con un viral video:
Piattaforma azzeccatissima (myspace) tant’è che in molti ci hanno creduto veramente a questa Fiammetta. Prova a leggere questa nota su facebook.
Poi è arrivato Muccino con la sua telecamera; l’idea è quella di unire advertising e entertainment, vabbè…
Dal 25 aprile Tim bombarda la tv con questa storia. Prima il trio, poi arriva Fiammetta e inizia il flirt con un componente del gruppo. Adesso torna la ex di un altro componente (l’equina Valentina) e…”ricominciamo?”.
Adesso resta solo l’ultimo componente. Ma non lo vogliamo fidanzare questo pover’uomo? non potrà mica reggere il moccolo per i prossimi (purtroppo) certi spot!?
Aspettiamo la prossima campagna “potresti essere tu la fidanzata dell’ultimo componente del gruppo”?
Mi sono accorto di avere una particolare avversione alla pubblicità della telefonia mobile, qualunque mezzo utilizzi: non ricordo niente oltre al brand. Promozione, tariffe e via dicendo non riesco proprio a farmele entrare in testa neppure se mi impegno. L’eccezione è stata Noverca ma l’interesse è derivato dal voler sapere qualcosa in più su questa azienda.
Sono solo io che ho questo problema?
Prima di continuare, quindi, mi piazzo davanti alla tv e aspetto (l’ennesimo) spot, magari faccio anche un salto su youtube.
Ok, dunque:
Lo spot attualmente on air promuove il passaggio all’operatore mobile Tim con uno sconto del 50% sulle telefonate e i messaggi per sei mesi. Inizialmente, invece, si concentrava sulla tariffa Tim tribù.
Lo spot è in linea con il target, non ci piove.
Anche l’idea dello spot a puntate è carina (niente di nuovo però), nel bene o nel male suscita un certo interesse alla storia.
Personalmente odio questa mini soap ed essendo completamente fuori target, a Tim questo non interessa affatto. Vorrei cercare di capire se piace ai ragazzi dai 14 ai 26 anni e, soprattutto (ma qui andiamo sulla fantascienza), vorrei sapere da Tim il ROI di questa odissesa di spot.
Altro dubbio: ormai è un dato di fatto che la pubblicità in tv non ha più il mordente di una volta, tutti gli investimenti si stanno spostando su nuovi mezzi e in particolar modo su internet. Tim si è accorta di questo, ricordo una bella storia raccontata dal marketing di Tim ad un corso di marketing non convenzionale, proprio per il lancio di Tim Tribù.
Poi trovo una pagina personale Tim tribù su facebook….ma come?!?! ragazzi, non si fa una pagina personale per un’azienda o un prodotto. Lo sappiamo tutti che si deve fare una fan page! Passi il gruppo, giusto per il nesso Tribù=aggregazione ma una volta arrivati a 5.000 contatti che si fa?
Twitter: 49 followers, veramente pochi.
Flick: qualche foto in qua e in la.
Youtube: solo gli spot tv…ma dai?! l’unica cosa veramente bella che ho trovato è questa:
Signori della Tim che cosa sta succedendo, fuga di cervelli?
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Pubblicato da Stefano Struia su 27 Luglio 2009
Ecco i risultati finali del sondaggio. Le votazioni sono chiuse, grazie a tutti per la partecipazione.
Cercherò di seguire la direzione indicata da questi dati.
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Pubblicato da Stefano Struia su 14 Luglio 2009
Siamo arrivati ad un buon numero di votanti, per cui ho deciso di pubblicare i risultati.

Direi più che equilibrata l’utenza dei lettori, non potevo sperare meglio di così!

La prevalenza dei miei lettori rientra nella fascia 25 – 34 anni; è comunque un blog seguito da giovani e l’utenza si concentra nella fascia dai 25 – 44 anni, quindi persone già inserite nel mondo del lavoro (lo si capisce meglio dal grafico della professione).

Il grado di istruzione dei lettori è elevato, quasi la metà dei lettori ha una laurea ed una buona percentuale è in possesso di un titolo di master.

Abbastanza variegata la professione dei lettori. Anche se il blog non tratta temi strettamente SEO, mi aspettavo qualche utenza proveniente dal mondo del search marketing, visto i risultati alla domanda “quale post ha suscitato maggior interesse”.

A conferma della potenzialità dei social network, la più alta percentuale di utenti ha conosciuto “Marketing: the day after” proprio grazie a questi strumenti.

Infine il grado di apprezzamento dei post. Ho cercato di scegliere i post che in qualche modo riuscissero ad individuare le principali categorie che affronta questo blog. Schiacciante la vittoria di “Social network, seo e reputazione aziendale“. Sembra, quindi, che gli argomenti più interessanti siano le esperienze personali, prettamente attinenti al tema del marketing.
Altri consigli? lascia pure il tuo commento.
Grazie per la partecipazione!
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Pubblicato da Stefano Struia su 9 Maggio 2009
La storia di questa vicenda è ormai nota, qui potete trovare un riassunto abbastanza colorito che rappresenta in qualche modo la risposta generale da parte della blogosfera all’azione di marketing.
Moltissimi blogger hanno provveduto a raccontare la storia sottolineandone gli errori più grossolani che, molto probabilmente, potevano essere evitati: da una multinazionale del genere ci si dovrebbe aspettare uno studio un po’ più approfondito, è vero. Pochi, invece, sono stati i blogger che hanno dato la notizia strutturandone gli errori.
Anche la buzz agency (Promodigital) che ha messo in piedi la strategia internet ha cercato di fare chiarezza sulla questione, sottolineando il rispetto del codice etico del Womma.org del quale fanno parte e bla, bla, bla..
ecc…
A distanza di un paio di mesi, inserendo la parola chiave danone su google, si può notare come le SERP stiano sempre meno “marchiando” il brand Danone, il polverone che si è alzato sta piano piano svanendo.
Detto questo, la riflessione: è ormai più che consolidato “l’invito” che arriva alle aziende da parte della blogosfera, basandosi sui principi del web 2.0.
Ma tutti sono pronti a smontare in un attimo i tentativi fatti e spesso con cattiveria.
Probabilmente sono di parte, vivendo la realtà aziendale (soprattutto medio-piccola), dove non è così semplice spiegare ad amministratore delegato o direttore generale cosa sia il web 2.0, quali opportunità può offrire; dove ogni anno i budget invece di aumentare, diminuiscono. E se alla fine riesci a convincerli (risicando la metà della metà della metà del budget necessario) ad affrontare azioni del genere, puoi ritrovarti su tutti i blog ma con l’effetto contrario a quello del l’obiettivo iniziale.
Lo so; il bello della rete è proprio questo. Lo so; se hai paura a rischiare allora non affrontare la questione. Lo so; il comportamento dell’utente non è predeterminato (what is web 2.0); ma so (continuando a citare l’articolo) che il web 2.0 ruota intorno anche all’arricchimento dell’esperienza dell’utente e alla collaborazione a due vie (non ad una via, non al controllo). Sono sicuro che Danone abbia avuto un “arricchimeto dall’esperienza”, non vi è dubbio che nella prossima azione non ripercorrerà gli stessi errori. Non ho visto collaborazione. Un direttore marketing che si prende il rischio ed esplora nuovi orizzonti difficilmente controllabili e valutabili come il mondo del web, bhè, ha tutta la mia ammirazione. So quanto sia difficile muoversi in questa direzione.
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