Marketing: The Day After

Marketing, marketing…si fa presto a dire marketing

Archivio per la categoria ‘Web 2.0’

Guest post su doctor brand

Pubblicato da Stefano Struia su 2 Dicembre 2009

Sul blog di Jacopo potete leggere il mio guest post, si parla di un esperimento per sviluppare la brand awareness sul web, i rischi e le opportunità che si possono incontrare.

Se ti interessa…leggilo :-)

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Social Master Tool: l’evoluzione nel social media marketing

Pubblicato da Stefano Struia su 5 Novembre 2009

Social master tool

Tempo fa ho partecipato ad una discussione su linkedin: “ha senso parlare di media social plannig?”

In sostanza, come faceva notare Leonardo:

le aziende devono abbracciare le conversazioni e partecipare ai Social media in maniera spontanea, autentica, naturale, reale, e non forzatamente, aritificialmente, soltanto perché dobbiamo esserci o perché lo fanno i nostri concorrenti, ha realmente senso parlare di “Pianificazione”? Io parlerei piuttosto di strategie, orientamento, strategie.

A rafforzare questo concetto esce sul mercato un nuovo strumento di gestione tutto italiano: il Social Master Tool.

Il social master tool non è, infatti, uno strumento di pianificazione ma piuttosto un ottima soluzione gestionale ed operativa che permette di tenere sotto controllo tutte le attività media social e la propria reputazione on line.

Grazie a Claudio Ancillotti ho avuto il piacere di testare il prodotto.

Tutorial copertineL’interfaccia è veramente intuitiva e con l’ausilio dei 5 brevi tutorial messi a disposizione si riesce a capire e sfruttare da subito le potenzialità offerte dal social media tool.

Vediamo nello specifico che cosa permette di fare.

Innanzitutto permette di raccogliere tutti i materiali che si desidera pubblicare, dagli articoli alle immagini ai video. In questo modo si riesce ad avere ben organizzati tutti gli elementi che vogliamo divulgare in rete.

Una volta raccolto tutto il materiale sarà possibile pubblicarlo su tutti i publisher classificati per tipologia (dai comunicati stampa ai social network). La cosa interessante è che ogni tipologia è ulteriormente suddivisa in ragione della categoria di appartenenza, così, ad esempio, una volta scelta la tipologia “social network” sarà possibile approfondire la ricerca del publisher in base alla categoria “social news” (dove possiamo trovare aggregatori come Liquida, Wikio, oknotizie, ecc..) oppure in base alla categoria “microblogging” (dove troveremo siti di microblogging come Meemi, Beemood, ecc..) e così via. Ovviamente le liste possono essere ampliate ogni volta che nasce un nuovo servizio in rete.

Pensa alla velocità e facilità con cui si può gestire il lavoro: vuoi pubblicare un articolo? scegli la categoria “social news” e inserisci il tuo articolo su tutti i relativi aggregatori. Vuoi pubblicare un video? scegli la categoria “video sharing” e pubblica il tuo video su tutti i relativi publishers.

Attraverso il software sarà possibile ricercare tutto il materiale che abbiamo pubblicato (anche dove è stato pubblicato) e, osservando i risultati ottenuti, capire dove concentrarsi per migliorare o raffinare le azioni.

Infine il social media tool integra la funzionalità “social media analytics” che dovrebbe consentire di tracciare e verificare i risultati di ogni singola campagna media social.

A mio parere è un buonissimo strumento per la gestione delle attività web 2.0 intraprese da un’azienda. Riesce, senza dubbio, a semplificare il lungo lavoro di pubblicazione, ricerca e monitoraggio delle nostre attività social sul web. Se anche la funzione analytics offre quello che promette (purtroppo non ho potuto testarla) direi che il social media tool è uno strumento consigliatissimo a tutte le aziende che decidono di intraprendere la (ormai necessaria) strada del web 2.0.

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Social network e web 2.0: per tutte le aziende?

Pubblicato da Stefano Struia su 12 Ottobre 2009

social-network

Da una mia connessione su linkedin ho avuto una guida carina “Guida pratica al marketing su facebook“.  Sono riuscito soltanto a scorrerla velocemente e mi prometto di leggerla attentamente il prima possibile. Questo piccolo regalo mi ha comunque indotto una riflessione.

Oggi anche il panaio sotto casa ha la propria fan page su facebook. Se la tua azienda non è presente sui principali social network non sei nessuno…povero conservatore privo di visione prospettica!

“La nostra azienda è al passo con i tempi, siamo presenti su facebook, twitter, friend feed, abbiamo creato un gruppo su linkedin ed abbiamo anche il nostro blog! Deve sapere che per noi è importante creare un rapporto vero con il nostro consumatore”. Bravi, è difficile trovare aziende che la pensano in questo modo; chi si occupa di tutto questo ben di Dio, sarà un lavoro enorme e complicato gestire tutti i rapporti! “Tutt’altro! siamo molto efficienti e siamo riusciti a minimizzare tutti i costi. Abbiamo preso uno stagista smanettone informatico per sei mesi, con il rimborso spese ce la caviamo. Abbiamo bloccato tutti i commenti su facebook, non vorremmo trovare qualche critica fastidiosa sui nostri prodotti;  una volta ogni due mesi facciamo fare un articolo all’ufficio marketing da pubblicare sul blog; in mezz’ora lo fanno e poi possono continuare con il loro lavoro. Poi inseriamo qualche offerta volantino su twitter e su friend feed!” Caspita, non solo efficienti, anche efficaci, complimenti!

Sembra impossibile ma storie di questo genere sono vere. Questo è il caso più eclatante di fallimento, ma a volte capita che ci sia un’accurata pianificazione e anche un discreto investimento e tutto va a rotoli ugualmente (vedi il caso danone).

Altre volte capita, invece, che tutto fili liscio come l’olio e con un eccellente riscontro da parte del pubblico. Vedi il caso Ikea (con facebook, blog e twitter) oppure quello Apple (ad esempio con facebook).

Dunque, perchè Ikea sì e Danone no?

Vision aziendale e brand identity: i social networks sono costituiti da un insieme di attori legati da una serie di interessi comuni.  Così con linkedin si crea una rete fra persone che hanno in comune l’interesse verso una certa professione; con facebook si crea una rete tra amici che hanno interesse a condividere i propri momenti di vita quotidiana e i propri pensieri, le proprie riflessioni; e così via.

Il comune denominatore di tutti i social network è l’identità personale dell’attore. Come si può essere connessi, quindi, con una organizzazione o un’azienda? Si può, quando un’azienda ha una propria identità personale.

Mi piace sentire gli aggiornamenti di Ikea, perchè Ikea mi è simpatica, è giovane, è divertente, è intraprendente e quando interviene sul web escono fuori tutti i lati della sua personalità. Non sono invece connesso (ad esempio) con Adidas perchè non condivido con LEI la passione per lo sport.

In sostanza il principio è identico ai rapporti fra le persone. Come può un’azienda che non ha una personalità e degli ideali definiti pretendere di avere “degli amici”?

Contenuti: la presenza sui social networks non è uno spot commerciale. Se tu Carrefour, continui a dirmi che domenica i pomodori sono scontati dell’8% e ci sono le motoseghe in promozione, mi stufo della tua amicizia dopo 3 giorni, perchè continui a dirmi le stesse cose che mi dice il tuo volantino che trovo nella cassetta della posta tutti i mesi.

Se, invece, la signorina Fiat mi chiede come vorrei chiamare la nuova 500 nella versione rosa pastello e mi mostra un video su come è stato studiato il design della nuova Bravo, mantiene alto il mio livello di coinvolgimento e con buone probabilità ne parlerò con i miei amici e colleghi.

Interazione: se vuoi essere “social” bhe….allora fai il social. nei social network si comunica, non si informa e basta. Se tu azienda scrivi qualcosa che non mi piace, non cancellare il mio commento; rispondi. Ne guadagni in trasparenza e lealtà. Se ti chiedo qualcosa o ti cito, non mi ignorare; mi sentirò partecipe ed importante per te.

Ascoltare: se tu, azienda, sei riuscita a seguire il consiglio precedente allora devi seguire anche questo. Non credere di poter manipolare le persone (questa illusione lasciatela per la pubblicità convenzionale). Non mi sono spiegato bene? leggi questo dialogo fra azienda e potenziali clienti.

Concludendo: a mio parere i social network non sono adatti a tutte le aziende, quindi non fatevi prendere dalla “moda del momento” ma ponderate bene la scelta. Non essere presenti su facebook o su twitter spesso è meglio che essere presenti ma in modo del tutto inappropriato.

E tu, che ne pensi?

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Spot Tim: la storia di Fiammetta e il gruppo…finirà prima Beautiful?

Pubblicato da Stefano Struia su 15 Settembre 2009

Sono stato assente per un bel po’, è vero. Ritorno sul blog con uno sfogo, giusto per riprendere la mano a scrivere un po’. Quindi passatemi questo post :-)

Tutto è cominciato il 17 aprile, con un viral video:

Piattaforma azzeccatissima (myspace) tant’è che in molti ci hanno creduto veramente a questa Fiammetta. Prova a leggere questa nota su facebook.

Poi è arrivato Muccino con la sua telecamera; l’idea è quella di unire advertising e entertainment, vabbè…

Dal 25 aprile Tim bombarda la tv con questa storia. Prima il trio, poi arriva Fiammetta e inizia il flirt con un componente del gruppo. Adesso torna la ex di un altro componente (l’equina Valentina) e…”ricominciamo?”.

Adesso resta solo l’ultimo componente. Ma non lo vogliamo fidanzare questo pover’uomo? non potrà mica reggere il moccolo per i prossimi (purtroppo) certi spot!?

Aspettiamo la prossima campagna “potresti essere tu la fidanzata dell’ultimo componente del gruppo”?

Mi sono accorto di avere una particolare avversione alla pubblicità della telefonia mobile, qualunque mezzo utilizzi: non ricordo niente oltre al brand. Promozione, tariffe e via dicendo non riesco proprio a farmele entrare in testa neppure se mi impegno.  L’eccezione è stata Noverca ma l’interesse è derivato dal voler sapere qualcosa in più su questa azienda.

Sono solo io che ho questo problema?

Prima di continuare, quindi, mi piazzo davanti alla tv e aspetto (l’ennesimo) spot, magari faccio anche un salto su youtube.

Ok, dunque:

Lo spot attualmente on air promuove il passaggio all’operatore mobile Tim con uno sconto del 50% sulle telefonate e i messaggi per sei mesi. Inizialmente, invece, si concentrava sulla tariffa Tim tribù.

Lo spot è in linea con il target, non ci piove.

Anche l’idea dello spot a puntate è carina (niente di nuovo però), nel bene o nel male suscita un certo interesse alla storia.

Personalmente odio questa mini soap ed essendo completamente fuori target, a Tim questo non interessa affatto. Vorrei cercare di capire se piace ai ragazzi dai 14 ai 26 anni e, soprattutto (ma qui andiamo sulla fantascienza), vorrei sapere da Tim il ROI di questa odissesa di spot.

Altro dubbio: ormai è un dato di fatto che la pubblicità in tv non ha più il mordente di una volta, tutti gli investimenti si stanno spostando su nuovi mezzi e in particolar modo su internet. Tim si è accorta di questo, ricordo una bella storia raccontata dal marketing di Tim ad un corso di marketing non convenzionale, proprio per il lancio di Tim Tribù.

Poi trovo una pagina personale Tim tribù su facebook….ma come?!?! ragazzi, non si fa una pagina personale per un’azienda o un prodotto. Lo sappiamo tutti che si deve fare una fan page! Passi il gruppo, giusto per il nesso Tribù=aggregazione ma una volta arrivati a 5.000 contatti che si fa?

Twitter: 49 followers, veramente pochi.

Flick: qualche foto in qua e in la.

Youtube: solo gli spot tv…ma dai?! l’unica cosa veramente bella che ho trovato è questa:

Signori della Tim che cosa sta succedendo, fuga di cervelli?

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Aggiornamento risultati sondaggio

Pubblicato da Stefano Struia su 27 Luglio 2009

Ecco i risultati finali del sondaggio. Le votazioni sono chiuse, grazie a tutti per la partecipazione.

Cercherò di seguire la direzione indicata da questi dati.

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Ecco i risultati del sondaggio

Pubblicato da Stefano Struia su 14 Luglio 2009

Siamo arrivati ad un buon numero di votanti, per cui ho deciso di pubblicare i risultati

sesso

Direi più che equilibrata l’utenza dei lettori, non potevo sperare meglio di così!

età

La prevalenza dei miei lettori rientra nella fascia 25 – 34 anni; è comunque un blog seguito da giovani e l’utenza si concentra nella fascia dai 25 – 44 anni, quindi persone già inserite nel mondo del lavoro (lo si capisce meglio dal grafico della professione).

titolo di studio

Il grado di istruzione dei lettori è elevato, quasi la metà dei lettori ha una laurea ed una buona percentuale è in possesso di un titolo di master.

professione

Abbastanza variegata la professione dei lettori. Anche se il blog non tratta temi strettamente SEO, mi aspettavo qualche utenza proveniente dal mondo del search marketing, visto i risultati alla domanda “quale post ha suscitato maggior interesse”.

Come hai conosciuto

A conferma della potenzialità dei social network, la più alta percentuale di utenti ha conosciuto “Marketing: the day after” proprio grazie a questi strumenti.

quale post

Infine il grado di apprezzamento dei post. Ho cercato di scegliere i post che in qualche modo riuscissero ad individuare le principali categorie che affronta questo blog. Schiacciante la vittoria di “Social network, seo e reputazione aziendale“. Sembra, quindi, che gli argomenti più interessanti siano le esperienze personali, prettamente attinenti al tema del marketing.

Altri consigli? lascia pure il tuo commento.
Grazie per la partecipazione! :-)

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Social network, SEO e reputazione aziendale

Pubblicato da Stefano Struia su 8 Giugno 2009

Riprendo l’oggetto di una mail di un caro collaboratore ed amico: “Per chi fosse ancora convinto che Social network e SEO in realtà non hanno niente in comune…”.

L’azienda per la quale lavoro (o meglio per la quale ho lavorato negli ultimi 3 anni) ha sempre ritenuto lo strumento web come “accessorio” a tutti gli altri strumenti di marketing. Idea esattamente opposta alla mia.

Per fortuna ho sempre avuto l’appoggio di una persona intelligente, innovativa e con un gran intuito: il mio (ex)capo.

Il percorso di “convincimento aziendale” è stato più complicato e lento del previsto e non sono mancati i compromessi: come primo passo, il totale restyling del sito istituzionale.

Finalmente oggi eravamo riusciti ad attivare un progetto di reputazione on line e di presenza sui social network. L’obiettivo finale sarebbe stato la realizzazione di un blog aziendale.

A circa 4 mesi dal primo briefing la situazione per la ricerca del marchio è questa:

SERPI risultati sono sempre “ballerini”, ma se penso a quelli che si potevano vedere solo 5 mesi fa, il progresso è evidente.

Giugno doveva essere caratterizzato dai primi interventi sulla reputazione on line, fino ad oggi preceduta da un lungo lavoro di pianificazione.

Purtroppo il mio mandato in questa azienda termina qui, abbastanza improvvisamente, e con grande dispiacere non potrò vedere il mio progetto concluso.

L’unica speranza è riporre la fiducia nella persona che mi ha sempre sostenuto in questa causa:

Martina, sono con te

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Intimissimi: un plus 2.0

Pubblicato da Stefano Struia su 12 Maggio 2009

Dopo lo spot del 2007 con protagonista Monica Bellucci (Heart Tango, diretto da Muccino), Intimissimi ritorna in tv lanciando la nuova linea di prodotti basic. Protagonista, questa volta, Irina Shaykhlislamova, già nota per aver posato sui cataloghi dell’azienda. Lo spot è essenziale, fresco, sexy, non spregiudicato e volgare ma, anzi, educato, semplice, intimo, fine e molto femminile: come Irina; come il prodotto. E come la colonna sonora, un pezzo dance di Gigi D’agostino (l’amour tojours) riarrangiato con chitarra acustica e voce da Sagi Rei (reintitolato “I’ll fly with you”). Forse proprio questo pezzo è il “plus 2.0″ dello spot, essendo una delle canzoni più ricercate sul web nelle ultime settimane (e anche, con una buona frequenza, trasmessa alla radio). Mi viene in mente “Breathe” di Midge Ure nello spot della Swatch di diversi anni fa. A mio modesto parere uno spot azzeccatissimo da Intimissimi, e non solo per questa serie di incastri perfetti.

Proviamo a fare una ricerca per parola chiave “intimissimi” sul web, ecco i risultati:

Risultati ricerca "intimissimi"
Risultati ricerca “intimissimi”

Da notare che, a distanza di quasi un anno e mezzo, lo spot Heart Tango è sempre in terza posizione; in seconda posizione “la canzone dell’ultima pubblicità intimissimi”. Una particolarità accomuna i due spot: la multicanalità, più precisamente dalla tv verso il web; con la differenza che il primo (Heart Tango) è stato ideato proprio con quel (riuscitissimo) intento, mentre il secondo (l’attuale) sta diventando quasi un viral per caso (guarda qui ad esempio).

C’è da chiedersi se marketing ed agenzia di Intimissimi (Leo Burnett) non siano diventati così bravi da farlo con intenzione: sfruttare il web sull’onda della tv riducendo l’investimento in modo sostanziale rispetto a Heart Tango, pur mantenendo un ritorno consistente almeno in termini di brand awareness.

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Danone: buzz marketing fallito

Pubblicato da Stefano Struia su 9 Maggio 2009

La storia di questa vicenda è ormai nota, qui potete trovare un riassunto abbastanza colorito che rappresenta in qualche modo la risposta generale da parte della blogosfera all’azione di marketing.

Moltissimi blogger hanno provveduto a raccontare la storia sottolineandone gli errori più grossolani che, molto probabilmente, potevano essere evitati: da una multinazionale del genere ci si dovrebbe aspettare uno studio un po’ più approfondito, è vero. Pochi, invece, sono stati i blogger che hanno dato la notizia strutturandone gli errori.

Anche la buzz agency (Promodigital)  che ha messo in piedi la strategia internet ha cercato di fare chiarezza sulla questione, sottolineando il rispetto del codice etico del Womma.org del quale fanno parte e bla, bla, bla.. ;-) :-P :-D :-) ecc…

A distanza di un paio di mesi, inserendo la parola chiave danone su google, si può notare come le SERP stiano sempre meno “marchiando” il brand Danone, il polverone che si è alzato sta piano piano svanendo.

Detto questo, la riflessione: è ormai più che consolidato “l’invito” che arriva alle aziende da parte della blogosfera, basandosi sui principi del web 2.0.

Ma tutti sono pronti a smontare in un attimo i tentativi fatti e spesso con cattiveria.

Probabilmente sono di parte, vivendo la realtà aziendale (soprattutto medio-piccola), dove non è così semplice spiegare ad amministratore delegato o direttore generale cosa sia il web 2.0, quali opportunità può offrire; dove ogni anno i budget invece di aumentare, diminuiscono. E se alla fine riesci a convincerli (risicando la metà della metà della metà del budget necessario) ad affrontare azioni del genere, puoi ritrovarti su tutti i blog ma con l’effetto contrario a quello del l’obiettivo iniziale.

Lo so; il bello della rete è proprio questo. Lo so; se hai paura a rischiare allora non affrontare la questione. Lo so; il comportamento dell’utente non è predeterminato (what is web 2.0); ma so (continuando a citare l’articolo) che il web 2.0 ruota intorno anche all’arricchimento dell’esperienza dell’utente e alla collaborazione a due vie (non ad una via, non al controllo). Sono sicuro che Danone abbia avuto un “arricchimeto dall’esperienza”, non vi è dubbio che nella prossima azione non ripercorrerà gli stessi errori.  Non ho visto collaborazione. Un direttore marketing che si prende il rischio ed esplora nuovi orizzonti difficilmente controllabili e valutabili come il mondo del web, bhè,  ha tutta la mia ammirazione. So quanto sia difficile muoversi in questa direzione.

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