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Social network, SEO e reputazione aziendale

8 giugno 2009

Riprendo l’oggetto di una mail di un caro collaboratore ed amico: “Per chi fosse ancora convinto che Social network e SEO in realtà non hanno niente in comune…”.

L’azienda per la quale lavoro (o meglio per la quale ho lavorato negli ultimi 3 anni) ha sempre ritenuto lo strumento web come “accessorio” a tutti gli altri strumenti di marketing. Idea esattamente opposta alla mia.

Per fortuna ho sempre avuto l’appoggio di una persona intelligente, innovativa e con un gran intuito: il mio (ex)capo.

Il percorso di “convincimento aziendale” è stato più complicato e lento del previsto e non sono mancati i compromessi: come primo passo, il totale restyling del sito istituzionale.

Finalmente oggi eravamo riusciti ad attivare un progetto di reputazione on line e di presenza sui social network. L’obiettivo finale sarebbe stato la realizzazione di un blog aziendale.

A circa 4 mesi dal primo briefing la situazione per la ricerca del marchio è questa:

SERPI risultati sono sempre “ballerini”, ma se penso a quelli che si potevano vedere solo 5 mesi fa, il progresso è evidente.

Giugno doveva essere caratterizzato dai primi interventi sulla reputazione on line, fino ad oggi preceduta da un lungo lavoro di pianificazione.

Purtroppo il mio mandato in questa azienda termina qui, abbastanza improvvisamente, e con grande dispiacere non potrò vedere il mio progetto concluso.

L’unica speranza è riporre la fiducia nella persona che mi ha sempre sostenuto in questa causa:

Martina, sono con te

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7 commenti leave one →
  1. 18 giugno 2009 22:54

    Grande Stefano! non mollare! in effetti i risultati non sono male rispetto a quanto io stesso avevo constatato provando a fare la stessa ricerca mesi fa… anche su Bing uscite molto bene 😉

    • Stefano Struia permalink*
      18 giugno 2009 23:16

      Grazie, mi fa molto piacere. Sia l’apprezzamento per il lavoro Che ho svolto, sia per il primo commento sul mio blog! Purtroppo, peró, non sto più seguendo il progetto.

  2. Andrea permalink
    19 giugno 2009 09:18

    Stefano non mollare!
    Abbiamo visto che certi risultati, che magari sono passati inosservati in Emmelunga, in altre aziende verrebbero accolti con grande eco poichè sono un aspetto fondamentale per la reputazione on line.
    Oramai la popolazione internet, prima di fare un acquisto su internet o recarsi in un punto vendita, la prima cosa che fa si informa sulla serietà di un’azienda e valuta i feedback da parte degli utenti.
    Se, al posto di vedere un commento negativo, si vede una presenza sui social network (magari ben seguito come facevi tu) sicuramente l’effetto sull’utente cambia e non di poco!
    Compilmenti, quindi, per il tuo lavoro!
    Vedrai che avrai il modo di rifarti!

    • Stefano Struia permalink*
      19 giugno 2009 21:13

      Grazie Andrea,
      sono piacevolmente sorpreso di questi consensi. Non me l’aspettavo.
      Grazie veramente.

  3. Martina permalink
    22 giugno 2009 22:21

    Caro Stefano,se un anno fa si leggevano interventi tipo questo (http://www.complexlab.com/Members/cmazzuc/News/social-networks-in-azienda-utilita-ancora-tutta-da-investigare/), sull’utilità ancora dubbia dei Social Network per le aziende, il caso Emmelunga comprova che la realtà può smentire anche gli animi più scettici. La prima pagina di risultati su Google, per merito dei nostri interventi, dei tuoi interventi, ha infatti ora un look ben più premiante. Ma non solo: negli ultimi mesi il cliente è stato messo a contatto con una parte pure esistente dell’anima dell’azienda, quella più creativa, più fresca, che oltre a vendere mobili, vuole farsi testimone del design, e, quindi, dello spirito creativo più autenticamente italiano. Esprimo qui tutto il mio sconforto nel leggere, a fronte di un brusco rallentamento della presenza del marchio sui Social Network, le prime osservazioni degli osservatori più attenti, che hanno notato il “calo di performance”. E’ dura, anche fatti alla mano, spiegare che queste attività sono importantissime, anche se non portano (nel breve) fatturato. Più che di un conflitto generazionale, si tratta di vere barriere culturali, che non si possono scavalcare ma solo smantellare. Solo quando ci sarà consapevolezza che “i mercati- realmente- sono conversazioni”, si apriranno nuove strade, che abbiamo, insieme, imparato a schiudere. Martina

    • Stefano Struia permalink*
      22 giugno 2009 22:53

      Ciao Martina,
      questo blog si sta trasformando in una versione digitale di “carramba che sorpresa” :-).
      Si, anche io ho notato il post Elementi di 2.0: Emmelunga, Carrefour, Esselunga, Mediaworld, etc…
      è stato bello poter costruire questo progetto insieme e vederlo crescere. Purtroppo, come dici tu, in molte aziende ci sono delle barriere culturali che devono essere smantellate. Sono sicuro che il tempo ci darà ragione.
      Grazie (ex)capo!

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