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Orto…marketing: il marketing si tingerà di verde?

31 dicembre 2009

Dopo un lungo “corteggiamento” sono riuscito ad avere il contributo di Martina Casani su Marketing: the day after.

Il problema è che se questo articolo non viene letto almeno 50 volte in una settimana la dottoressa presenterà subito le dimissioni da questo blog 😛

Quindi ragazzi, leggete, commentate e soprattutto diffondete in modo da poter trovare in futuro altri interessanti contributi di Martina.

Buona lettura.

Prima notizia…”-come direbbe la Litizzetto!- Sebbene non piaccia a nessuno, sembra che la parola chiave del 2009 sia stata crisi, ed è ormai evidente che, a prescindere dall’impatto prevalente e caratterizzante (sociale, industriale, finanziaria o valoriale) che essa ha avuto nei vari Paesi, quasi ovunque essa sembra rimettere in discussione i modelli di sviluppo economico.

Seconda notizia: quest’anno più che mai non solo la crisi ma anche Internet ha cambiato il mondo.

I social network hanno generato un cambiamento nelle scelte di investimento in comunicazione delle imprese: +115% in US ad agosto 2009 rispetto all’anno precedente, secondo i dati Nielsen; e nel 2009, in base alle stime del Politecnico di Milano [http://iab.blogosfere.it/2009/12/i-media-digitali-non-sentono-la-crisi-si-apre-lera-delle-new-tv.html], il mercato dei New Media cresce nel 2009 in Italia del 13% circa generando nuovi ricavi per quasi 600 milioni di euro.

Il linguaggio di comunicazione delle imprese stesso è cambiato: su Internet cambiano le soglie del comune senso del pudore e viceversa, come teorizzato da altri [http://semioblog.blogspot.com/2008/04/cultura-tecnoterritoriale-su.html.], sul web si potrebbero auspicabilmente affermare nuovi valori, come quello del Benstare=stare bene nel rispetto del territorio (versus il Benessere consumistico), trasponibili poi dal mondo digitale al mondo reale.

Quale sarà l’economia (e quindi il marketing) del futuro?

Una possibile visione, direttamente da uno dei più prestigiosi Think Tank Europei [www.gdi.ch]., è quella di David Bosshart, il quale ipotizza,come mercato risorgente per l’Europa in crisi, l’ “agricoltura premium di alta qualità”, (Gdoweek n.507). Pur nella consapevolezza che, al momento, tutti sostengono il pensiero ecosostenibile, ma pochi ancora realizzano l’azione sostenibile, auspica l’intervento di marche pioniere, che dimostrino l’equazione green policy=conti in attivo.

Anche nel supplemento Layout dello stesso numero della rivista, nella rubrica destinata ai Future Format , viene introdotto Ortocentro, un’ “idea di edutainment…da coltivare”. Il core service è l’affitto, a fronte di varie tipologie di abbonamento, di un appezzamento di terreno, che l’aspirante agricoltore può personalizzare. Ad integrazione di ciò, l’offerta include vari servizi di intrattenimento, commercio ed education: AspOrto, SalOrto, SoupOrto, TelopOrto, Ortomania. Dall’ipotesi di business plan, sembrerebbe emergere un risultato economico positivo.

In Italia non vedo ancora un’ampia casistica, ma alcuni piccoli esempi, in cui il web è funzionale a progetti ecosostenibili, sì.

Cassette di prodotti biologici consegnate a domicilio, da ormai 7 anni prima solo in Alto Adige, poi ora anche in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e di recente nel Lazio. L’esperienza di Bioexpress, il principale caso di successo, conferma che anche per prodotti così deperibili la disintermediazione totale è possibile, e riesce a compensare, a conti fatti, nelle tasche del cliente, gli extra costi del servizio logistico con il minor costo di intermediazione dei prodotti. Completo, carino, ma forse migliorabile sul piano dell’emozionalità il sito.

Su scala minore, ma fondata su concetti analoghi, l’iniziativa di “abbonamento all’orto” dell’azienda Parco dei Buoi, che attraverso il blog di Francesco Travaglini, il suo fondatore, ha reclutato (e sforato) il numero minimo di iscritti necessari a realizzare il progetto. In questo caso il web è utilizzato nella sua accezione più umana, quasi “letteraria” per il modo in cui il lettore può seguire , su http://parcodeibuoi.com/, l’evoluzione del raccolto, e molto orientata al web 2.0, per il percepibile intento di sviluppare una “comunità agraria digitale” di contatti intorno al progetto e al podere.

A dir poco eccitante il sito www.leverduredelmioorto.it: in questo caso il web consente un’esperienza di interazione con il prodotto da far gola a noi tutti topi di città. Il visitatore può addirittura, attraverso un percorso che sfiora la realtà virtuale, “seminare” digitalmente il proprio orto, osservarne le condizioni meteo, trovare ricette classificate per tipologia di verdura e ricevere a domicilio il proprio raccolto. Il sito ha una grafica deliziosa, è un giusto mix di giocosità, umanità e tecnologia. Punto debole: la logistica limitata ad alcune zone del Piemonte e della Lombardia e forse un approccio alla socialità ancora …“non del tutto maturo” rispetto alle potenzialità.

Ma passiamo dalla flora alla fauna: navigando con un po’  di pazienza…si scopre che si possono adottare a distanza mucche, suini, pecore…e addirittura donarle come regalo di nozze http://www.laportadeiparchi.it/documenti/SPECIALE_LISTA_NOZZE.pdf…e diventarne fan su FB http://www.facebook.com/group.php?v=info&gid=31900278230…insieme agli altri 579 membri!

Tra le varie iniziative visibili, che sembrano cavalcare, anche come copertura media, il trend della green economy, va fatta una doverosa scrematura. Segnaliamo un altro piccolo caso: http://www.poderelefornaci.it/adottacapra.html. Attraverso il web questa piccola azienda agricola ha lanciato una campagna per l’adozione di una capra. Il cliente offre 100€ per allevarla, e riceve 110€ in formaggi. Anche in questo caso il sito del Podere le Fornaci potrebbe essere molto più “aperto” all’interazione con il pubblico; ma è comunque un esempio affidabile (e anche i prodotti…provato!).

Ma…occhio: sarà mica un caso il successo di Farmville?E che Farmville sia la parola più digitata su Facebook?!

Dunque il web (e il marketing)…si tingeranno di verde?

Martina Casani

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3 commenti leave one →
  1. francesco travaglini permalink
    20 gennaio 2010 18:21

    Onorato di essere citati nel tuo primo post! 🙂
    Molto interessante!
    Un esempio di “azione sostenibile” sarà http://agrycult.com…scopriremo le carte il 1 febbraio!

    Grazie mille ed un caro saluto!

    p.s. Agrycult.com sarà presentato ufficialmente al foodcamp4 in Amsterdam
    http://www.barcamp.org/FoodCamp4 (pagina wiki per iscriversi)

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