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Come impostare un progetto di web marketing

3 agosto 2011

Finalmente ho un cliente del quale posso parlare senza violare il segreto professionale: un orto.

Sì, sì, hai capito bene, un orto.

Ovviamente l’impostazione del progetto è molto semplice ed è stato realizzato tutto in pochissimo tempo. Quello che conta, a prescindere dalla complessità o meno, è l’impostazione, che vorrei condividere per capire cosa ne pensi.

Prima di iniziare sono d’obbligo 2 ringraziamenti speciali: uno a Nicola, per avermi dato una mano con gli aspetti tecnici di installazione, l’altro a Paolo Zanzottera (ceo di Shinystat) che, essendosi appassionato al progetto contadine 2.0, mi ha concesso una versione business del suo programma di statistiche. Grazie ragazzi!

Dunque, partiamo con le domande, che variano da cliente a cliente, ma che in generale si possono sintetizzare in 9:

  1. Il cliente chi è, cosa fa e cosa vorrebbe fare? A chi si vuol rivolgere?
    1. Un piccolo orto di due principianti (e c’è poco da dire :))
    2. Coltiva frutta e verdura, vorrebbe imparare di più (perchè non ne sa niente) e condividere c’ho che impara per l’utilità di tutti
    3. Si vuol rivolgere a tutte quelle persone che vorrebbero coltivare qualcosa in autonomia ma non hanno idea da dove cominciare
  2. Concorrenza web (e non)?
    1. bè, in questo caso…
  3. Cosa ha il cliente in più rispetto ai suoi concorrenti?
    1. In questo caso diciamo cosa ha in meno….inizia da zero e (forse) parlerà la stessa lingua di chi è totalmente ignorante
  4. Obiettivi che si prefigge di raggiungere attraverso il sito/progetto? (parte più complicata)
    1. 400 visitatori unici al mese (ovviamente per il primo mese)
    2. 30% di visitatori di ritorno
    3. 4 iscrizioni ai feed (solo primo mese)
    4. Incentivare partecipazione e condivisione (domande, commenti)
  5. Il sito/progetto del cliente necessita di funzioni particolari?
    1. No
  6. Chi si occupa del sito/progetto? chi comanda?
    1. Due ragazze
    2. …e qui sta il problema (chi comanda?) 🙂
  7. Tempi?
    1. Il cuore del progetto online il 5 maggio
  8. Budget a disposizione?
    1. Chi se ne frega (tanto pago io!)

Sulla base delle risposte, solitamente io inizio con carta e penna; ecco cosa è venuto fuori:

Da questo momento in poi dovrebbe iniziare la fase di costruzione vera e propria del progetto, cominciando dal wireframe ma questa è un’altra storia.

Che ne pensi, tu come inzi i progetti?

Ah, dimenticavo! e de “L’orto di Bea & Gaia” cosa ne pensi? Lascia un commento anche alle contadine, hanno bisogno di essere spronate….:)

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10 commenti leave one →
  1. 3 agosto 2011 12:04

    Progetto molto simpatico e fresco, vi auguro cose belle 🙂

    Una domanda però mi sorge spontanea: chi ci guadagna?
    E’ un semplice blog senza pretese (e allora parlare di web marketing mi sembra un’esagerazione) oppure qualcuno ci guadagna? E come?

    Purtroppo (e dico purtroppo) solo in base a questo parametro sarà possibile stabilire se il progetto avrà successo o meno.

    In bocca al lupo 🙂

    • Stefano Struia permalink*
      3 agosto 2011 12:10

      Ciao Gabriele,
      non ci guadagna nessuno, è solo un gioco, lo vedi dagli obiettivi che si pone il progetto (non monetari). Quello che volevo condividere era soltanto il concetto del “come impostare”, del “come dare inizo a”.
      Comunque, giro il tuo in bocca al lupo alle contadine, grazie 🙂

  2. 3 agosto 2011 12:22

    Sperando che tu non la prenda come una polemica ma solo uno scambio costruttivo di opinioni 🙂 :

    ritieni possibile definirlo un progetto di web marketing (cioè fare un qualcosa all’interno di un mercato) senza obiettivi economici (quindi non specificamente monetari) e senza misurazioni di tal genere?

    Ti chiedo questo proprio perché ti seguo e mi farebbe piacere cosa ne pensi.

    In questi giorni infatti sto tentando proprio di arrivare alle radici del web marketing, capire “veramente” di che si tratta, in quanto spesso si fa molta confusione e i primi a scappare sono i clienti che si sentono disorientati.

    Ho anche pubblicato un sondaggio su FB proprio per evidenziare le varie contraddizioni http://www.facebook.com/home.php?sk=question&id=2260425160043 per esempio in tanti che hanno dato un certo di risposte, poi sui loro siti definiscono il web marketing come le operazioni di indicizzazione sui motori di ricerca (sob!).

    grazie mille per la disponibilità 🙂

    • Stefano Struia permalink*
      3 agosto 2011 12:34

      Figurati! Ci mancherebbe altro, il blog è qui per questo.
      Capisco la tua perplessità, in questi termini sicuramente il progetto “orto” non ha scopo di lucro, non è una realtà economica e quindi non porta a bilancio investimenti in marketing da confrontare con i ricavi. Corretta osservazione.

      Detto questo non potendo, per ovvie ragioni, condividere progetti che strutturo per i clienti, avevo piacere a mostrare l’approccio che solitamente utilizzo per strutturare un progetto web e di web marketing (intesto come promozione e “piazzamento sul mercato web”).

      Il concetto di web marketing non è così diverso da quello di marketing. Cambiano gli strumenti, cambiano i mercati, ma fondamentalmente gli obiettivi quelli sono. 🙂

    • 3 agosto 2011 12:58

      Ciao a tutti, la mia è solo una visione personale, ma non vedo perché dovremmo definire marketing solo se c’è un ritorno monetario.
      L’incremento economico è indibbiamente la primaria motivazione di tali lavori (in fondo il consulente deve essere pagato… se non mi porta soldi diventa beneficenza);
      Questo però è definibile come un “super-fine”, o il problema:
      Provo a spiegarmi:
      Voglio fare più soldi con il sito quindi mi pongo degli obbiettivi:
      – aumentare le visite
      – migliorare la reputazione del marchio
      – diminuire i rimbalzi
      Su questi imposto la strategia.

      Ma se non lo fai per soldi cambia qualcosa?

      • 3 agosto 2011 15:02

        Il guadagno (chiamiamolo così)deve essere comunque quantificabile, e di solito il metodo migliore per misurarlo è attraverso un parametro di natura economica (anche se non monetaria).

        Quindi, secondo me, farlo per motivi economici o meno fa la differenza.

        Non è il caso dell’orto delle contadine 2.0 usate solo per spiegare un tipico processo di web marketing… ma l’aspetto economico è indispensabile 🙂

  3. Simone permalink
    5 agosto 2011 12:48

    Forse se lo si chiamasse progetto di “Comunicazione distribuita” sarebbe più corretto?
    Se non vi è transazione economica (pecunia, baratto o qualsiasi altra forma) come si puo’ chiamarlo marketing??

  4. traslochi permalink
    8 agosto 2011 23:15

    Non credo che il ritorno debba essere solo e soltanto monetario: un ritorno può essere anche e solo un aumento di accessi. per lo meno io la vedo in questo modo. 😉 P.S. blog visitato e l’ho trovato molto simpatico 😀

  5. 10 agosto 2011 19:48

    Intanto complimenti per il progetto… quel foglio l’ho visto dal vivo!!! 😉
    Mi piace molto la pianificazione del progetto di web marketing (ricordo anche che ne abbiamo anche parlato a voce) e trovo molto utili e schematice le parti che lo compone.

    Per la questione del ritorno economico la possiamo vedere in questo modo: se il blog raggiunge gli obiettivi prefissati (400 visite / 30% di visitatori di ritorno) e poi li aumentano in una quantità tale da dare valore monetario all’intero progetto, ecco il valore! O sbaglio?

    In bocca al lupo per l’orto… se non altro mangerai prodotti freschi e genuini 😀

    • Stefano Struia permalink*
      11 agosto 2011 10:47

      Grazie Nicola! e crepi il lupo 🙂

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