Skip to content

Be-wizard 2012 secondo…me

28 marzo 2012

(Sì, l’ultimo a destra con la bocca a scimmione sono io).

Prima di tutto non può mancare il grandissimo grazie a tutti voi che mi avete fatto vincere il contest. Purtroppo ho perso diverse amicizie su Facebook e diversi follower su Twitter, la gente non mi sopportava più e lo capisco 😀

Un altro grande grazie va allo staff del Be-wizard, non solo per gli interessanti interventi ai quali ho potuto assistere ma anche per la grande ospitalità offerta (fra l’altro alla cena mi sono divertito ed ho conosciuto persone veramente interessanti). Le aspettative del Be-wizard vengono sempre immancabilmente soddisfatte!

Dunque, come ben saprai, le giorante del be-wizard sono 2: la prima giornata comune per tutti e la seconda a scelta fra sezione turismo, business o (grande innovazione di quest’anno) advanced.

I relatori sono stati veramente tutti bravissimi ma non volendo scrivere un libro ed annoiarvi troppo, mi soffermerò sugli argomenti che mi hanno affascinato di più. Per una panoramica totale (e ben dettagliata) ti consiglio di dare un’occhiata in questi post di Elena Farinelli e nei (prossimi) post dei simpaticissimi Marcello e Fabrizio che hanno partecipato alla sezione turismo.

La prima giornata

Vuoi “massacrare” la concorrenza nel 2012? Bene, devi iniziare partendo dai 3 principali trend del web marketing 2012. Quali? Avinash Kaushiak inizia il be-wizard proprio con questo, ed eccoli qui:

  1. Social media. Tu che mi leggi, sai benissimo che cosa significa social media marketing e dell’importanza che ha all’interno di una strategia digitale. Ma Avinash nel suo intervento sottolinea aspetti particolari, come l’importanza che il mondo social ha (ed avrà sempre di più) nel mondo del search e le principali metriche per misurare la “partecipazione sociale”:
    1. Conversation rate: commenti e feedback sono i principali dati che misurano il coinvolgimento dei tuoi clienti
    2. Amplification rate: azioni come i retweet e gli share sono fondamentali per amplificare i tuoi contenuti. Cerca di puntare non solo ai clienti attuali
    3. Applause rate: i like, i “+1” (e gli stessi share) ti permettono di capire quali contenuti sono preferiti dal tuo target
    4. Economic value: cerca di aggregare i 3 dati precedenti e cerca di capire in quale percentuale la tua strategia social sta apportando valore economico alla tua azienda.
  2. Ignora i dati. Sì, hai capito bene, ignora i dati. Cerca di capire quali sono i veri dati importanti per la tua attività ed ignora tutto il resto. Analytics è un mondo infinito, sei sicuro di voler analizzare tutto?
  3. Mobile. Chi continua a dirti che il mobile è il futuro, sta sbagliando. Il mobile è già il passato, non hai ancora un sito web adattato ai dispositivi mobili? Bhè, comincia a farti qualche domanda. Con i dispositivi mobili sei in grado di misurare con precisione moltissimi altri dati, grazie a servizi di geolocalizzazione, ad esempio, puoi capire molte altre cose sul comportamento del tuo cliente.

Uno dei tool che consiglia Avinash e che mi metto da parte è Omniture una interessante suite per misurare la tua strategia digitale.

Ok, tutto questo è vero e molto utile, ma non dimenticare mai di utilizzare un po’ di pensiero laterale. Me lo fa notare Guy Clapperton con casi pratici come QVC e la sua macchina del gelato da 15$: elevate vendite e nessuna lamentela! wow un successo! E invece…la macchina faceva veramente schifo, ma nessuno la riportava indietro per 15$. Soltanto analizzando bene il web, i social network è stato possibile accorgersi di tutto questo. Clapperton affronta altri aspetti importanti nel suo intervento, quali il monitoraggio delle conversazioni e della reputazione, la misurazione dell’influenza in rete, sempre applicando casi pratici e con una presenza scenica molto divertente.

I tools consigliati da Clapperton? Quelli che ho reputato più interessanti sono Radian 6,  Klout e….Google 🙂

Ah, ti ho già detto che se nel 1995 avessi aperto un inutilissimo e-shop di bibite acquistando un dominio “cocacola.it” per anni non avrei guadagnato un centesimo ma a quest’ora sarei milionario? 😀

No, non te l’ho detto?

L’intervento dell‘avvocato Mauro Delluniversità è stato veramente interessante in questo senso. Oltre a soffermarsi sulle differenze tra marchio registrato, trade mark e diritto di autore, ha portato casi pratici sull’utilizzo di nomi a dominio e proprietà dei marchi.

Se sei una di quelle persone che per mantenere alto il livello di attenzione ha bisogno di interventi di forte presenza scenica, ti consiglio Paolo Zanzottera. Mi era piaciuto molto anche lo scorso anno quando parlò dell’importanza dei video nelle strategie di web marketing, ma quest’anno ha dato il massimo. Passione, enfasi e carisma sul palco.

Il suo intervento si è concentrato sugli esperimenti e la misurazione, il pane quotidiano per un web strategist. Percorrendo le “avventure” di un reale e-shop (in particolare di bandiere) ci ha mostrato l’importanza della misurazione dei dati importanti (ricordi Avinash all’inizio di questo post?) e i fondamentali test a/b. Misura quello che succede oggi, apporta una modifica, misura ciò che succede domani: questo è fondamentale.

La formula magica di Paolo è: Plan, Do, Check, Act

Ti consiglio di dare un’occhiata alla sua presentazione

La seconda giornata

La sessione advanced è stata molto più intima rispetto alle altre sessioni in funzione del pubblico di nicchia. Anche in questo caso servirebbe un libro per riassumere tutto quello che è stato detto.

Uno dei temi che mi ha dato spunti interessanti da riutilizzare nel mio lavoro è stato quello di Daniele Ghidoli, iniziando con “Facebook vuol conquistare il mondo” ha sviscerato il concetto dell’open graph soffermandosi sulle “ghost page”, qui sotto la sua presentazione.

 
Altro intervento veramente bello? Matteo Monari, per problemi di tempo è stato una scheggia, ma la panoramica sull’analisi dei backlink e gli strumenti necessari per effettuare analisi accurate, sul tuo sito e su quello dei concorrenti sui quali vale effettivamente la pena concentrarsi, è stata fantastica.


I tools consigliati da MatteoSeoquake, Majestic Seo, Advanced Web Ranking.


Sull’intervento di Gianluca Fiorelli ci si dovrebbe soffermare ore. Si è concentrato sul content e SEO, in particolare le “migliori ricette per avere un sito sano” a base di link e social mention, e senza dover ricorrere alle tristissime directory o contenuti poco curati e duplicati in migliaia di siti di article marketing/comunicati stampa.


Idee.


Già, sono quelle che fanno la differenza, come il “bed jump” di Hotels by City. Immagina l’effetto virale e i link naturali. Nella presentazione di Fiorelli ci sono una miriade di idee da mettere a frutto.


Infine voglio accennare ad altri due interventi, quello di Marco Cilia che si è concentrato sulla “rivoluzione” dei funnel multicanale di Google Analytics (qui la presentazione). Il paradigma del  “last cookie win” termina e finalmente è possibile capire quali sono i canali che anche indirettamente performano di più sul raggiungimento dei nostri obiettivi.


L’altro intervento è quello di Giorgio Taverniti sulla social search. Anche in questo caso è stata una “visione illuminante” che mi ha fatto ricredere su una serie di convinzioni errate che mi ero fatto su Google Plus.

Google Social Search, ufficialmente, è nata per dare la possibilità di cercare all’intero dei contenuti generati dai propri amici, offrendo agli utenti una ricerca più rilevante.

Funzionamento: ognuno di noi, attraverso le connessioni che Google riesce a individuare, crea un social circle.

Quando poi cerchiamo qualcosa su Google, se un utente che fa parte del nostro social circle ha condiviso/creato un URL affine alla nostra ricerca, questo contenuto ci verrà mostrato a prescindere dal suo posizionamento naturale.

Un social circle comprende:

  • Tutte le persone che seguiamo nei Social indicati nel Google Profile
  • Le chat di GTalk
  • I  contatti Google Reader

Ci sono 2 livelli di Social Circle:

  • Il primo livello, il più importante, comprende tutti gli utenti che seguiamo
  • Il secondo è creato da tutte le persone seguite dalle persone che seguiamo noi

[Un estratto della presentazione di Giorgio Tave]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: